Area Genitori ed Educatori

Per prima cosa è importante evitare di allarmarsi eccessivamente e creare intorno al soggetto un clima pesante, non utile, né a lui né ai familiari. Occorrerebbe tentare di instaurare un proficuo dialogo, per consentirgli di esprimere il proprio disagio ed aiutarlo a rivolgersi a strutture specializzate. È importante, inoltre, per quanto riguarda i genitori, che questi ultimi abbiano un’attenzione costante, ma non invadente, sui comportamenti del figlio, così da poter individuare, insieme agli esperti, le migliori modalità per intervenire sul problema.

Innanzitutto è utile ricordare che l’intervento ha maggiori  possibilità di successo quando la persona è motivata a farsi aiutare. Possono comunque chiedere aiuto anche i familiari, per avere il sostegno necessario per affrontare questa situazione e per avere la forza e la capacità di coinvolgere il proprio familiare nel percorso di cura.

Essa provoca dipendenza (fisica e/o psicologica) e quindi il soggetto ha notevoli difficoltà a svolgere le normali attività  della vita (lavoro e divertimento) senza la sostanza. Le sostanze stupefacenti dapprima rinforzano i  meccanismi della gratificazione ed in seguito sono in grado di alterare il normale funzionamento di questi circuiti,  determinando l’estremo bisogno di assumere la sostanza stessa per poter svolgere le attività quotidiane.

La ricerca scientifica sta facendo grandi sforzi per individuare trattamenti efficaci. Attualmente non viene ancora riconosciuta ufficialmente una terapia, tuttavia, rivolgendosi a professionisti e centri di cura realmente qualificati, è possibile individuare strategie terapeutiche, sia farmacologiche che psicoterapeutiche, che  possono efficacemente aiutare le persone ed i loro familiari a venire fuori dal problema.

L’uso di questa sostanza determina, in acuto, eccitazione ed accelerazione psicomotoria, che può arrivare fino all’agitazione, con tachicardia, sintomi neurovegetativi, alterazioni del ritmo sonno-veglia e comparsa di atteggiamenti aggressivi. In seguito, con l’abuso, si presenta anche apatia, anedonia, calo dell’umore e disforia. Nel tempo alcuni soggetti presentano modificazioni del carattere e dei comportamenti diventando irritabili, impulsivi e sospettosi, fino ad arrivare a condizioni paranoidee, con presenza di allucinazioni visive ed uditive…

La navigazione prolungata può determinare una dipendenza psicologica degli adolescenti da Internet. Svogliatezza nello studio e sempre minore interesse nel campo dello sport, delle amicizie e del gioco “reale” sono i primi segnali e, visto che, un intervento rapido su questo meccanismo può scongiurare effetti davvero spiacevoli, è molto importante che il genitore impari a riconoscere i “campanelli d’allarme”. Eccone alcuni tra i più facili da individuare:

Stanchezza eccessiva e cambiamenti repentini nelle abitudini del sonno;

Diminuzione dell’interesse per i giochi e le attività abituali, cioè l’abbandono delle consuetudini e dei passatempi specialmente nelle relazioni sociali;

Isolamento dagli amici e distanza dalle relazioni autentiche a favore di amici “virtuali”;

Aggressività, quando un educatore pone domande sull’uso della Rete (di solito è un meccanismo di autodifesa per il timore di eventuali proibizioni o per il senso di colpa dovuto alla loro stessa mancanza di sincerità);

Profitto scolastico  improvvisamente in calo;

Chiusura nelle relazioni familiari fino ad arrivare ad un totale isolamento e disinteresse per il mondo “reale”.

Si, l’uso di Cannabinoidi può dare dipendenza e nel tempo ridurre le capacità di memoria attenzione e concentrazione

Quasi tutte le droghe possono avere tali effetti ed in particolare cocaina, crack, LSD, amfetamine, ketamina ed ecstasy.

Il fumo di Cannabinoidi, provoca in alcuni casi uno stato di euforia, con aumento dell’appetito, riso immotivato,  sensazione di calore e occhi molto arrossati, in altri casi può dare rilassamento e senso di benessere.

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