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Bulimia Nervosa

La Bulimia Nervosa è un disturbo del comportamento alimentare caratterizzato dall’assunzione di cibo in grandi quantità.

Bulimia nervosa è quando l’assunzione del cibo avviene in un determinato periodo di tempo, seguita da condotte di eliminazione che tendono a ridurre l’aumento ponderale.
Tutto questo si traduce in sentimenti di colpa e di bassa autostima.

L’età media di esordio è intorno ai 18 anni. Le strategie attraverso le quali si tenta di ridurre il peso sono varie. La forma più comune è il vomito auto-indotto, oppure è presente digiuno, uso di lassativi e diuretici, oltre all’esercizio fisico talvolta intenso.
La Bulimia Nervosa è nove volte più frequente nelle donne rispetto agli uomini (Barker 2003).
Il termine Bulimia deriva dal latino (bulimia), che a sua volta trae origine dal greco (boulimia; fame da bue). La Bulimia nervosa è stata denominata e descritta per la prima volta dallo psichiatra inglese Gerald Russell nel  1979.

I mass-media hanno contribuito molto alla pressione legata all’immagine ed alla percezione della necessità di avere una forma corporea “ideale”. La televisione, le riviste e tutte le varie forme di pubblicità hanno determinato talvolta vere e proprie ossessioni riguardo al modo in cui le persone si vedono e percepiscono la propria immagine (Barker 2003).

L’esordio della Bulimia nervosa avviene spesso durante l’adolescenza, tra i 13 ed i 20 anni di età, molti soggetti in precedenza  hanno avuto problemi di obesità. Molte persone affette da Bulimia sono in grado di svolgere le faccende quotidiane ed avere normali attività come il lavoro e rapporti sociali senza che questa condizione colpisca eccessivamente le loro abilità.
La Bulimia nervosa può essere più difficile da rilevare, rispetto all’Anoressia nervosa, perché i soggetti bulimici tendono ad essere normopeso o leggermente al di sopra o al di sotto del peso normale.
I criteri diagnostici utilizzati dal manuale internazionale dei disturbi mentali (DSM IV -TR) pubblicato dall’ APA (Associazione Psichiatrica Americana) comprendono:

Ricorrenti abbuffate: dove per abbuffate si intende il mangiare in un determinato periodo di tempo, una quantità di cibo decisamente maggiore a quello che la maggior parte della popolazione mangerebbe nello stesso tempo e in circostanze simili. Durante queste abbuffate si ha la sensazione di non poter controllare le proprie azioni (si sente di non riuscire a smettere di mangiare e a controllare cosa e quanto si sta mangiando).

Atti compensatori ricorrenti ed inappropriati: per evitare l’aumento di peso, vengono utilizzate tecniche come quella del vomito autoindotto (dita in gola), abuso di lassativi, diuretici, enteroclismi o altri farmaci, digiuno o esercizio fisico eccessivo.
Le abbuffate, assieme alle condotte compensatorie, devono manifestarsi mediamente almeno due volte la settimana per tre mesi.

Valutazione dell’autostima decisamente influenzata dalla forma e dal peso corporeo.

Vengono inoltre descritti due sottotipi di bulimia nervosa:

Purging type, in cui i soggetti si auto inducono il vomito (solitamente con le dita o altri oggetti in gola o  ingerendo  emetici) allo scopo di allontanare rapidamente il cibo dall’organismo prima che possa essere digerito, oppure fanno uso di  lassativi o diuretici.

Non-purging type (approssimativamente il 6%–8% dei casi), in cui i soggetti praticano intenso esercizio fisico dopo un’abbuffata per bruciare la calorie introdotte col cibo.

TRATTAMENTO
Per quanto riguarda la terapia effettuata  per la Bulimia Nervosa si fa riferimento ad un approccio  multidisciplinare e multidimensionale con l’ausilio dello psicoterapeuta, dello psichiatra, del nutrizionista, e spesso di altre figure come il counselor e l’educatore/riabilitatore. Nel caso di questa patologia, a differenza dell’Anoressia, gli strumenti di tipo farmacologico sembrano avere un più ampio margine di successo. D’ausilio alle varie forme terapeutiche elencate si evidenzia spesso il ricorso  a gruppi di auto-mutuo-aiuto ed a tecniche specifiche di agopuntura.

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