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Il gioco d’azzardo provoca dipendenza

Il gioco d’azzardo porta ad una vera e propria dipendenza comportamentale alla pari di chi fa uso di droghe.

Una recente revisione proposta dall’Associazione di Psichiatria Americana (APA) include per la prima volta le “dipendenze comportamentali” tra i disturbi mentali del DSM-V, il manuale diagnostico per la classificazione dei disordini mentali.

Per questo, si è aperto un dibattito per un particolare tipo di disturbo, ilgioco d’azzardo. Il DSM-V riconosce il gioco d’azzardo come una “perdita nel controllo degli impulsi, non altrimenti specificata” (come cleptomania e piromania) ma non una dipendenza comportamentale patologica, comel’alcolismo o il consumo di droga.

Molti studiosi, sono tuttavia convinti che lo scommettitore compulsivo mostri peculiarità molto vicine all’alcolista, sia sotto l’aspetto del disadattamento sociale (perdita del lavoro e delle relazioni affettive, debiti economici) che di tipo psico-biologico. Lo psichiatra Charles O’Brien dell’Università della Pennsylvania ha dimostrato nei giocatori d’azzardo l’attivazione di circuiti cerebrali identici a quelli di soggetti tossicodipendenti.

I giocatori d’azzardo manifestavano infatti craving in risposta a stimoli attivanti. Lo psicologo tedesco Gerhard Meyer ha riscontrato alterazioni fisiologiche nei giocatori compulsivi, con un aumento della frequenza cardiaca e dei livelli di stress nel sangue. Il ricercatore Marc Potenza dell’Università di Yale ha studiato il funzionamento cerebrale dei giocatori d’azzardo dopo l’esposizione a video attivi, riconducendo ad importanti risultati. I giocatori compulsivi presentano trasformazioni cerebrali molto simili a quelle di chi fa uso di cocaina, con un ridotto andamento cerebrale nelle aree del controllo motivazionale e del giudizio. Il gioco d’azzardo porta ad una vera e propria dipendenza comportamentale alla pari di chi fa uso di droghe.

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