Cos’è la Bulimia
La Bulimia significa letteralmente “fame da bue”
La Bulimia nervosa appartiene ad uno dei disturbi psichici alimentari più comuni e si manifesta mangiando in modo disordinato e senza controllo con alla fine il vomito autoindotto, avendo come fine un controllo del proprio peso errato. Si manifesta durante l’adolescenza e il soggetto in questione comincia ad essere ossessionato dalle proprie forme e dal proprio peso incominciando una dieta ferrea seguita però da abbuffate incontrollate e vomito autoindotto. Il comportamento che si viene a creare dopo le abbuffate è quello della paura cronica di aumentare di peso e quindi nascono altri comportamenti che compensano quello precedente come per esempio l’attività fisica eccessiva, uso di lassativi, digiuno etc…Le abbuffate possono comparire o due volte alla settimana o anche una volta al giorno durano dai quindici minuti alle quattro ore.
Caratteristiche della bulimia
I cibi che vengono scelti sono naturalmente quelli “light” e in pubblico il comportamento alimentare rimane controllato, per le abbuffate invece si acquistano prodotti di scarsa qualità e li si consuma in un breve lasso di tempo. La mente è sempre occupata a pensare di come avere cibo anche se lo si ha sempre in quantità e non si hanno orari per i pasti. Alle altre persone non si fa trasparire nulla in quanto la Bulimia causa vergogna e quindi la facciata è falsamente positiva. Il soggetto si isola dagli altri e incomincia a trascurare i propri interessi. Guardandosi allo specchio il soggetto non si piace si vede sempre enorme e quindi aumenta sempre di più l’attività fisica.
La Bulimia Nervosa impone sempre di più l’esclusione di cibi cosiddetti “normali” costringendo sempre di più ad alimentarsi con cibi che secondo il soggetto malato sono considerati consentiti.
Le tre modalità in cui va incontro la persona bulimica sono:
- digiunare il più possibile saltando i pasti o riducendoli
- riduzione della quantità dei cibi calorici e affidandosi a quelli meno calorici andando incontro ad un fabbisogno minore di quello di cui si ha bisogno
- eliminazione dei cibi temuti in quanto vengono percepiti come ingrassanti
Con questo comportamento si alterano alcuni neurotrasmettitori come la serotonina e gli elettroliti e per cui può essere dannoso a livello fisiologico.
Bulimia: quali le credenze disfunzionali?
La Bulimia non è semplicemente un problema alimentare, insieme ad esso compaiono un insieme di fattori che vanno dall’ansia, all’angoscia, allo stress o anche più semplicemente l’essere triste che scaturiscono poi nelle abbuffate. Tutti gli altri sintomi come ad esempio il vomito sono tutte tecniche per evitare di ingrassare, per cui la Bulimia è un insieme di fattori concatenanti.
I pensieri più comuni che portano alle abbuffate sono:
- controllo del peso in maniera ossessiva e perfezionistica in origine; in seguito, avendo un fabbisogno calorico ridotto ciò porta il corpo ogni tanto a cibarsi in modo trasgressivo; questo comportamento viene quindi visto come una perdita di controllo innescando l’unica maniera di disfarsene attraverso il vomito.
- Un altro punto importante è il modo di percepire il proprio peso, l’autostima del soggetto malato è tutta incentrata sulla visione che ha del proprio corpo, Bulimia e Anoressia in questo caso hanno tutte e due una visione distorta delle forme del corpo.
Un altro punto disfunzionale è che la persona bulimica antepone la ricerca della magrezza su qualsiasi cosa , sia a livello affettivo che lavorativo ed è da questo rovesciamento di valori che si capisce il problema psicologico del disturbo alimentare.
E’ un circolo vizioso in quanto le abbuffate portano un senso di piacere all’inizio e soffocano le emozioni negative, tale comportamento poi porta attraverso il cibo a non risolvere mai i vari problemi dando il via alle abbuffate seguenti che portano a loro volta delle emozioni negative e via dicendo.
Bulimia: criteri diagnostici
La prima diagnosi sulla Bulimia è stata fatta nel 1979 da Gerald Russell che aveva individuato già i tre criteri, ovvero l’urgenza cronica di cibarsi in modo eccessivo, paura patologica di ingrassare e condotte compensatorie. Russell non aveva ancora individuato il quarto criterio che è quello delle abbuffate perchè non era ancora distinguibile dall’alimentazione eccessiva.
La Bulimia Nervosa può avere vari livelli di pericolosità:
- Lieve con circa da 1 a 3 episodi la settimana di abbuffate e conseguente vomito autoindotto
- Moderato da 4 a 7 episodi la settimana di abbuffate e conseguente vomito autoindotto
- Grave da 8 a 13 episodi la settimana di abbuffate e conseguente vomito autoindotto
- Estremo da 14 o più episodi la settimana di abbuffate e conseguente vomito autoindotto
Definire il concetto di abbuffata
Cercare un punto di accordo sulla definizione di abbuffata è molto difficile: per alcuni il giudizio è soggettivo in quanto è a discrezione del soggetto sapere quando si sta esagerando, per altri la quantità di cibo ingerita è calcolabile dalle tabelle di fabbisogno calorico giornaliero. Un altro modo per analizzare il concetto di abbuffata è chiedere direttamente al paziente un elenco dei cibi che ha mangiato in una determinata circostanza.
Le senzazioni del soggetto durante un’ abbuffata sono quelle di una perdita del controllo, di non potersi più fermare e di mangiare qualsiasi cosa capiti sotto tiro con uno stato ansioso, autocolpevolizzante e nello stesso tempo irritabile e depresso.
Bulimia e Binge Eating Disorder
La differenza che hanno la Bulimia e il Binge Eating Disorder consiste nel abbuffarsi almeno una volta alla settimana per un periodo di tre mesi ma senza condotte compensatorie e uno scarso interesse del proprio peso e delle forme del corpo.
Bulimia: conseguenze
Le persone con questo disturbo vivono la propria vita con scarse relazioni sociali e con un comportamento apatico.
La Bulimia comporta anche dei gravi scompensi fisiologici come:
- Il ciclo mestruale si ferma
- Scompensi elettrolitici e disidratazione
- Caduta dei capelli
- Squilibri renali
- Poco sonno e difetti di concentrazione
Un altro problema può essere il vomito continuo che può lesionare lo stomaco e l’uso costante di lassativi porta a disfunzioni cardiache con conseguente perdita di sodio, potassio e magnesio.
Trattamento della Bulimia
La psicoterapia cognitivo-comportamentale è la terapia più usata nei disturbi alimentari e non solo. Il paziente avrà un incontro settimanale di 50 minuti con lo specialista per un periodo di 2 anni. La terapia prevede di aiutare la persona ad analizzare positivamente tutti quegli aspetti che hanno portato alla malattia e affrontando anche gli episodi inconsci e rimossi.
